Brescia e il PCB

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I dati che riguardano l’inquinamento del territorio bresciano da Pcb, cromo, diossine, arsenico e mercurio parlano chiaro: numeri che confermano, ogni anno che passa, il peggioramento della situazione, l’avvelenamento delle falde acquifere con quintali di inquinanti, l’estensione del terreno inquinato oltre la Caffaro fino ai comuni di Castel Mella, Capriano, Poncarale e Flero.
Assistiamo al degrado ambientale della nostra provincia, all’aumento delle patologie legate ai livelli inaccettabili di Pcb, come se fosse sempre un’emergenza: ma è da quindici anni che si parla dell’allarme inquinamento  a Brescia.
Credo sia necessario intervenire al più presto, Brescia non può aspettare: il livello di pericolosità è stato ampiamente superato, come hanno dimostrato le ultime analisi presentate dall’Arpa. Di fronte al mancato arrivo dei 42 milioni di euro promessi dal Ministro dell’ambiente e necessari alla bonifica del sito, sto lavorando a un’interrogazione parlamentare con l’intento di coinvolgere e di sollecitare una pronta risposta del Governo.

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